Page 43 - PITTURE E VERNICI EUROPEAN COATINGS FORMULATIONS:Issue 3/May-June 2016
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ASSOCIATIONS
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This is what happened in Italy with Giacomo Fauser and the ammonia synthesis process and with Giulio Natta and the polypropylene, which, along with other plastics, in the postwar period, allowed to broad sections of the population to access to consumer goods and well-being.
A vocation to the renewal, research and development also crucial to tackle the most serious crisis of recent years. Puccioni comments on the economic situation: "In 2015 the chemical industry in Italy witnessed a recovery in production (+1.0%, about 52 billion euro), although the recovery can hardly strengthen in an international scenario that is full of risks and dominated by uncertainty ".
In fact, data show a more solid position of the chemical industry than many other Italian industrial sectors: for example, the incidence of debts on bank loans (5.8%) is still the lowest in the industrial scenario. Despite the serious constraints of the national system, the export performance of Italian chemical industry is one of the best in Europe: since 2010 Italy has been second only to Spain, with a slightly better result also than Germany, Europe's largest chemical manufacturer. In particular, fine chemicals and specialties stand out, which is confirmed as an area of Italian specialization with a trade surplus which has been growing since 2010, and which in 2015 reached almost 2.8 billion euro.
"We were also the first in the great challenge of the future, the Sustainable Development" continued Puccioni. "Chemistry optimizes production processes using more and better resources, minimizing the use of the most precious ones, reusing or replacing them with other which are less rare and expensive, and even safer, valuing even the wastes." With the competition from the emerging countries, relying on the research for innovation becomes a must for the whole Made in Italy. In the chemistry sector this awareness has come forward for some time, leading to the consolidation of enterprises, including small and medium companies, highly active in the research field, specialized in special quality products groups and targeted to the international markets. Federchimica also launched a new initiative on the occasion of its meeting: "Science and chemical Industry together", subject of industrially relevant thesis degrees with awards and training. Federchimica has already provided ten awards added to those from enterprises. The meeting was attended by: Giorgio Squinzi, President of Confindustria; Ivan Scalfarotto, Deputy Minister of Economic Development; Antonio Tajani and David Sassoli, Vice Presidents of the European Parliament; Alberto Quadrio Curzio, Chairman of the Accademia dei Lincei; Giulio Sapelli, Professor at the University of Milan.
generare ondate di cambiamento anche nella Società e di creare progresso, non solo economico. Lo fece in Italia con Giacomo Fauser e il processo di sintesi dell’ammoniaca e con Giulio Natta e il polipropilene, che, insieme alle altre plastiche, nel Dopoguerra, consentì, ad ampie fasce della popolazione, di accedere ai beni di consumo e al benessere. Una vocazione al rinnovamento, alla ricerca e allo sviluppo de- terminanti anche per resistere alla gravissima crisi di questi anni. Puccioni commenta la situazione congiunturale: “Nel 2015 l’industria chimica in Italia ha visto un recupero della produ- zione (+1.0%,circa 52 miliardi di euro), anche se la ripresa fatica a rafforzarsi in uno scenario internazionale che risulta denso di rischi e dominato dall’incertezza”.
I dati mostrano infatti un posizionamento più solido dell’in- dustria chimica rispetto a molti altri comparti industriali italiani: ad esempio l’incidenza delle sofferenze sui prestiti bancari (5,8%) si conferma la più bassa del panorama in- dustriale. Nonostante i gravi condizionamenti del Sistema Paese, la performance all’export della chimica italiana è tra le migliori in Europa: dal 2010 l’Italia è seconda solo alla Spagna, con un risultato lievemente migliore anche della Germania, principale produttore chimico europeo. Spicca, in particolare, la chimica fine e specialistica, che si conferma un’area di specializzazione italiana con un surplus commerciale in continua espansione dal 2010, che nel 2015 ha raggiunto quasi i 2,8 miliardi di euro. “Siamo stati primi anche nella grande sfida del futuro, lo Sviluppo Sostenibile” ha proseguito Puccioni.
“La chimica ottimizza i processi produttivi utilizzando sempre meglio le risorse, minimizzando l’uso di quelle più preziose, riutilizzandole o sostituendole con altre meno rare e costose, e anche più sicure, valorizzando anche gli scarti”.
Con la concorrenza dei Paesi emergenti, basare l’innova- zione sulla ricerca diventa una necessità per tutto il Made in Italy. Nella Chimica questa consapevolezza si è fatta avanti da tempo, portando all’affermarsi di imprese, anche piccole e medie, fortemente votate alla ricerca, specializzate in par- ticolari famiglie di prodotti di qualità e orientate ai mercati internazionali. Federchimica ha lanciato anche una nuova iniziativa in occasione della sua Assemblea: “Scienza e Indu- stria chimica insieme”, con la quale si sostengono tesi di lau- rea di interesse industriale con premi e tirocini. Federchimica ha già messo a disposizione dieci premi a cui si sommano quelli delle imprese. All’Assemblea hanno preso parte: Gior- gio Squinzi, Presidente Confindustria; Ivan Scalfarotto, Vice Ministro dello Sviluppo Economico; Antonio Tajani e David Sassoli, Vice Presidenti del Parlamento europeo; Alberto Quadrio Curzio, Presidente Accademia dei Lincei; Giulio Sa- pelli, Professore Ordinario all’Università degli Studi di Milano.
Pitture e Vernici - European Coatings - Formulation 3 / 2016 41

